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![]() ![]() Milano - Archivio di Stato Oggetto: recupero funzionale, adeguamento impiantistico e alla normativa di sicurezza di palazzo del Senato sede dell'Archivio di Stato di Milano Progetto: arcotech (G. Torraca, M. Forti, D. Ferragni)
Committenze: Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Ufficio Centrale Beni Archivistici
Consulenze: Ditta esecutrice: Superficie:
Data di progetto: 2000-2006
Stato dei lavori: Realizzato
Dal 1886, quando il palazzo venne destinato ad ospitare l'Archivio, i lavori realizzati per il suo adeguamento alla nuova destinazione d'uso sono stati numerosi e consistenti. A seguito dell'ultimo conflitto mondiale, dove il Palazzo è stato gravemente danneggiato, si sono intrapresi importanti lavori di restauro e ricostruzione di parti di edificio andate distrutte (lato via Marina e via Boschetti). Dagli anni Cinquanta fino ad oggi l'evoluzione dei sistemi di archiviazione, delle tecnologie e degli impianti di sicurezza è stata notevole e per tale ragione si è ritenuto che l'adeguamento funzionale ed impiantistico dell'intera struttura dell'Archivio non potesse più essere rinviato. A tale scopo si è redatto un Progetto Definitivo, che ha recepito la struttura storica del Palazzo come elemento intangibile, ma nel contempo ha inserito al suo interno la funzione attuale secondo i più recenti criteri di corretta fruizione e valorizzazione del patrimonio documentale. Il fatto che la progettazione della ristrutturazione del Palazzo del Senato sia stata preceduta da una fase di analisi storica e diverse indagini di tipo conoscitivo (prove dirette e strumentali sulle strutture, scavi archeologici, studio e analisi degli standard internazionali, visite ad archivi esteri già realizzati, etc.) rientra in quello che è, o dovrebbe essere, la norma, data l'importanza storica e architettonica dell'edificio sul quale si interviene. Uno studio meno usuale è quello che è stato condotto sia sulla normativa dell'edilizia urbanistica, italiana e internazionale, al quale si è poi aggiunta un'indagine sui testi pubblicati dai più noti esperti internazionali sulla progettazione e gestione degli archivi, un lavoro meno usuale soprattutto perchè una parte essenziale della forza lavoro è stata la direttrice dell'Archivio e i suoi collaboratori. E non si può dire che questo lavoro non abbia dato frutti. Alcuni sono di interesse generale: la dottoressa Bertini ha pubblicato infatti sulla normativa relativa all'edilizia archivistica e sulla gestione degli archivi due libri in pochi anni, uno con angolazione prevalentemente italiana e l'altro con apertura largamente internazionale, resa possibile dall'aver lavorato per sei mesi a Los Angeles come "esperto ospite" nella biblioteca dell'Istituto Getty sfruttando la capacità di quell'organizzazione di reperire a breve termine ogni tipo di documento in qualsiasi parte del mondo. Ma che l'impostazione tecnica del progetto di ristrutturazione è stata condizionata in diversi punti da questo studio, come nell'individuazione di aree funzionali da collocare adeguatamente negli edifici in modo da evitare interferenze, dannose per l'efficienza del lavoro e la sicurezza del fabbricato, ispirata in parte da esempi nord-americani. Un problema di distribuzione di spazi e di vie di comunicazione che però è più difficile risolvere da noi, in un edificio già esistente e per di più di importanza monumentale. Il progetto ha privilegiato in modo particolare due aspetti: 1°. l'urgenza di dotare l'Archivio di spazi di deposito adeguati alla normativa di sicurezza e, possibilmente, di incrementare le capacità; 2°. l'esigenza, relativamente ad una ottimale funzionalità e fruizione per il pubblico dei servizi a loro dedicati, di realizzare un sistema distributivo coerente alle varie e differenti funzioni che coesistono all'interno dell'edificio. Da quì è nata quindi l'idea di una riorganizzazione globale dei percorsi concepiti per la definizione di aree aperte al pubblico (spazi per la consultazione, arre espositive, etc.), aree cosiddette miste (prevalentemente uffici e laboratori di supporto alle sale di consultazione) ed infine aree chiuse, percorsi e spazi di pertinenza di depositi ed uffici non in contatto con il pubblico. Al fine d'incrementare la possibilità d'archiviazione del materiale, si sono ipotizzati dei depositi interrati al di sotto dei due cortili e dell'area del giardino di via Boschetti, collegati attraverso percorsi sotterranei con i depositi dell'ala lungo la Via Marina e quindi ai diversi montacarichi. Per permettere l'attuazione del Progetto Definitivo approvato nel 2004, si è deciso di eseguire i lavori di adeguamento per lotti funzionali, in modo di consentire la fruizione dell'Archivio anche durante lo svolgimento dei lavori appaltati. Ad oggi è stato eseguito il deposito interrato e le centrali tecniche al di sotto dei giardini di via Boschetti, l'intervento su tre livelli della manica di via Boschetti, la nuova distribuzione impiantistica per tutto l'edificio e i lavori di restauro e ristrutturazione negli ambienti dell'ex Soprintendenza Archivistica su via Senato. ![]() |
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